LIBIDO di Francesco Vignozzi

Sono da sempre fotograficamente attratto dalle persone e quando Francesco mi ha parlato del suo progetto “Libido” ha suscitato in me un’immensa curiosità già dal titolo che stuzzica le fantasie più recondite insite in ogni uomo. “Libido” come parola rimanda subito a qualcosa di sconcio e proibito, al “peccato” che la nostra millenaria cultura influenzata dalla chiesa ha relegato alla sfera più intima e privata, nascosto, occultato, quindi “perverso”.

Nella realtà delle cose se tutti noi siamo qui è proprio grazie al sesso e proprio esso è pensiero quasi costante di ogni uomo ed ogni donna, in ogni momento della giornata; le pubblicità, i media, le riviste sanno benissimo che è così, infatti l’arma dell’ammiccamento sessuale viene continuamente usata in modo più o meno palese per promuovere prodotti o per generare consenso o opinione: il sesso piace e “vende”, questo è un dato di fatto….. ma non se ne può parlare però!

Nei mesi che aspettavo la concretizzazione di questo lavoro ho pensato più volte a come Francesco avrebbe sviluppato un tema come “Libido” e sono rimasto sorpreso nello scoprire un “mondo” che ignoravo, i festival dell’erotismo, i luoghi dove ha trovato il materiale per la propria indagine fotografica.

A primo impatto ci si aspetterebbe di trovare un catalogo di foto di donne bellissime in pose provocanti e ammiccanti ma “Libido” non è assolutamente questo; l’occhio del fotografo si posa più che altro su ciò che c’è intorno a questi soggetti, dagli ambienti scenografici poco curati e a tratti deprimenti, al pubblico, vero punto di forza del lavoro: una variegata umanità prevalentemente maschile che con i pochi soldi del biglietto d’ingresso vuol regalarsi qualche attimo di una felicità che, probabilmente, per molti è solo un miraggio.

Francesco è molto bravo a raccontarci queste situazioni, utilizza un “vedo non vedo” dove ogni atto non è mai esplicito né volgare ma dove comunque l’eros è presente e le emozioni sono ben rappresentate. Tecnicamente sottolineati da un bellissimo bianco e nero gli scatti si susseguono tutti nella coerenza della focale unica 50mm (diaframma f/2) che ci permette di essere lì dove l’azione si svolge e di “vedere” con gli occhi del fotografo; sono fotografie senza tempo, sono scatti attuali ma potrebbero stilisticamente essere stati realizzati 30/40 anni fa, gli stessi “attori” sono figure senza tempo che per certi versi ricordano i cosiddetti “compagni di merende” di altri e ben più nefasti eventi. A rimarcare lo stile del progetto la copertina rigida del libro che ricorda i taccuini “Moleskine” a rammentare la natura “indagatrice” dell’opera, come se il lettore stesse sfogliando quasi di nascosto gli appunti di viaggio di un frequentatore di questi festival supportato anche da pensieri e racconti a tema “erotico” che si susseguono lungo le 120 pagine dell’opera.

In conclusione: non è mai facile trattare un tema come questo, non è facile per nulla parlare e mostrare l’erotismo “allo stato brado” senza scadere nei più comuni e biechi stereotipi, non è facile “interagire fotograficamente” in determinate situazioni e raccontarle “senza filtri” ma Francesco in questo ha dato veramente una gran prova d’autore e la scelta di autoprodursi l’opera editoriale curandone personalmente stile, impaginazione ed editing la rende un qualcosa con un immenso valore aggiunto. Personalmente felice ed orgoglioso della mia copia numerata 2 di 150, “Libido” ha una tiratura complessiva di 400 copie disponibili sul sito dell’autore.

Per conoscere meglio l’autore e il progetto vi suggerisco una visita al suo sito: www.francescovignozzi.com

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