Il fotomontaggio e il fotoritocco fanno parte del mondo della fotografia sin dagli albori. Addirittura nei primi anni la figura del fotografo (che scattava) e la figura dell'”editor” (che si occupava della lavorazione delle immagini) erano due “mestieri” diversi; il successo e la fama di molti fotografi degli albori è dovuto in parte anche alla bravura degli editor con i quali collaboravano. Ovviamente quando la fotografia era fatta di pellicola, chimica e carta stampata ci voleva molta pratica e molta esperienza per raggiungere certi risultati.
E’ noto a tutti che i vari dittatori hanno sempre adorato il fotoritocco e il fotomontaggio, usandolo sia come strumento propagandistico che come arma punitiva. Nell’immagine sopra si nota come Stalin facesse “scomparire” dalle foto le persone che di volta in volta non rientravano più nelle sue grazie ( e, con buona probabilità, venivano fatti sparire non solo dalle foto).
In questo scatto del pugile Cassius Clay si notano bene gli appunti fatti dello stampatore dell’agenzia Magnum Pablo Iniro per “migliorare la foto” in maniera analogica.
Tutto questo per dire che la manipolazione delle immagini c’è sempre stata e sempre ci sarà, ogni fotografo ovviamente ha sempre cercato il modo di tirare fuori il meglio dalle proprie immagini ed, in ogni periodo, ha saputo sfruttare le possibilità tecniche che erano disponibili in quel momento.
Con l’avvento dei computer e della fotografia digitale questo processo si è enormemente semplificato diventando un qualcosa alla portata di tutti: ciascun fotografo oggi riesce autonomamente a modificare ed elaborare i propri scatti “in casa”, relegando il lavoro degli editor e dei fotoritoccatori escusivamente agli ambiti super professionali.
Da poco tempo però la situazione sta prendendo una piega totalmente nuova, con l’avvento della cosiddetta Intelligenza Artificiale (o A.I. dalla traduzione inglese Artificial Intelligence).
La novità sta nel fatto che l’intelligenza Artificiale non solo è in grado di migliorare una foto, ma addirittura può ricreare parti di foto (o addirittura intere immagini) da zero, senza quindi che quella cosa realmente esista e sia stata realmente fotografata.
Questa è una mia foto di qualche mese fa; un classico ritratto in spiaggia al tramonto. Ma cosa succede se decido di “allargare” l’immagine con l’A.I.?
Ecco il risultato! Tempo di esecuzione circa un minuto! L’intelligenza artificiale ha creato il paesaggio intorno alla ragazza “inventandolo” in base a quel poco che vedeva dalla fotografia originale. Ma questo paesaggio NON ESISTE! L’intelligenza Artificiale non ha allargato la foto utilizzando foto di archivio del medesimo posto ma ha “immaginato” un qualcosa che nella realtà non è così. Oggettivamente il risultato è eccellente e coerente con l’immagine di partenza: mare, cielo e sabbia sono veramente “credibili”, tutta l’immagine lo è! al 100%….
Ma non è una fotografia!
Se la fotografia la intendiamo come un’immagine che rappresenta la realtà, questa non lo è!
Allora come dobbiamo considerarla? Come un’opera d’arte digitale? E l’autore chi è? Il fotografo che l’ha elaborata o il programmatore che ha impostato l’intelligenza artificiale? In caso di “diritti d’autore” come ci si regola? Come potremo riconoscere le immagini vere da quelle “fake”? Con una tecnologia che sta aumentando le proprie capacità in maniera esponenziale a breve ci dovremo tutti porre queste domande, sia come fotografi che come fruitori delle immagini; perchè probabilmente non saremo più in grado di distinguere finzione da realtà.









